Letture gustose parte 440

Amarognolo ma salutare, il carciofo. Spinoso e pungente nella sua bella veste esteriore, ma adattabile ad ogni tipo di terreno appena fertile, sembra convalidare la bontà del precetto evangelico giovanneo, Nolite iudicare secundum facies: non giudicate secondo l’apparenza. Insomma, come “la barba non fa il filosofo” così il sapore amaricante e le spine non rendono il nostro ortaggio necessariamente degno di biasimo. Un po’ come succede per il maiale nel mondo dell’allevamento animale, anche del carciofo non si butta via nulla: i suoi ‘capolini’, infatti, cotti o crudi, sono impiegati nella preparazione di antipasti, primi piatti e contorni e non si contano le ricette che li riguardano. L’industria conserviera, poi, li utilizza sotto forma di carciofini sott’olio, di cuori di carciofo in salamoia o al naturale, senza dimenticare la produzione di surgelati, disidratati, liofilizzati, oppure li trasforma in creme e purée.

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