Letture gustose parte 518

Agnese ci racconta una vita familiare interamente scandita dal lavoro indefesso e dall’assoluta dedizione alla propria “arte” di un padre premiato pasticcere. Tutto ruota attorno a lui, genio burbero ed esigentissimo, all’elegante caffetteria al pianterreno di un palazzo che è casa e bottega, e soprattutto al laboratorio che ne è il cuore. Parenti e collaboratori si alternano al suo cospetto dividendosi ruoli di solerti aiutanti e di irriducibili oppositori – come Filippo, il figlio sempre più avvitato in una spirale di rabbioso isolamento. A raccogliere le aspettative paterne, deluse dall’ansia d’emancipazione dei figli, si affacceranno infatti figure nuove, stranieri che sembreranno inizialmente materializzare, con la loro timida e silenziosa presenza in casa, quel senso di lontananza, di incomunicabilità che pare aleggiare tra i membri della famiglia, ma che infine rappresenteranno, per la rinomata pasticceria, nientemeno che il futuro.

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